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Le mie 5 domande per Alessia Camera. L’intervista.

Posted by on Apr 25, 2017 in INTERVISTE, NEWS |

Sarà davvero un piacere ed un onore iniziare un ciclo di interviste su questo blog (spero lungo ed interessante) con Alessia Camera, Digital Marketing & Growth Manager, Startup Consultant e Digital Strategist. Ho seguito un suo talk sui social media in quel di Dueville, durante il ciclo di eventi What’s Next Talk.

Alessia Camera – What’s Next Talk

Allora, sarò breve e indolore… e vorrei farti delle domande sia professionali su “quello che fa” Alessia Camera ma anche più “personali” in modo anche da far capire chi sei e come hai pensato e progettato il tuo percorso nel mondo del lavoro e non solo…

Mi piacerebbe assistere a una scena in cui la tua nonna ti chiede “che lavoro fai Alessia?”. Tu cosa le risponderesti per essere più chiara possibile?

Senza andare troppo indietro nella famiglia, succede spesso anche solo parlando con mia mamma abituata ai lavori più tradizionali!
Diciamo che è difficile da capire e da spiegare, perchè per tanti quello del marketing online non è un vero lavoro, il concetto di lavoro è ancora legato alla produzione di beni materiali.

Sono ancora pochi quelli che capiscono le vere opportunità di Internet, mentre altri pensano che basti avere un sito e una pagina Facebook per attirare utenti e vendere.

Se è vero che sono ormai strumenti essenziali, il mio lavoro non si esaurisce con lo sviluppo di questi, ma è necessaria una continua ricerca, analisi, sperimentazione e approccio rivolto al futuro. E questo è ancora più difficile da spiegare, anche ai miei coetanei.

Tornando alla tua domanda, credo si tratti di una difficoltà che contraddistingue la nostra generazione, così vicina ma allo stesso tempo così lontana da quella dei nostri genitori, in termini di tecnologia e innovazione. Internet ha totalmente cambiato la nostra vita negli ultimi 15 anni, e chissà come ancora verrà cambiata nei prossimi 15!

A breve uscirà il tuo primo libro, c’è una data già? …senza fare “spoiler”, c’è una parte alla quale sei più legata o della quale sei tieni di più?

Sì, sono super emozionata e non vedo l’ora di vederlo stampato! Il mio primo libro si intitolerà “Startup Marketing, Come sviluppare strategie di growth hacking per sviluppare il tuo business” e uscirà per Hoepli prima dell’estate. Mettendo assieme molta della mia esperienza come consulente di growth hacking e marketing per startup, mi è stato chiesto di creare una guida pratica per aiutare i founder e i responsabili di marketing nello sviluppo di strategie di marketing per una startup.

Dalla mia esperienza come consulente e mentor per startup, ho notato che c’è tanto bisogno di fare luce su concetti fondamentali ma che in Italia vengono spesso abusati e sui quali si creano figure mitologiche senza una vera e consistente esperienza nel marketing digitale.

Il mio libro vuole dare un approccio completo, pratico e analitico per imparare un metodo di lavoro, senza fermarsi solo alla definizione del growth hacker in sè.

A proposito di libri, qual è l’ultimo che hai letto e cosa ti ha lasciato?

L’ultimo libro che ho letto è stato “Lean In”, di Sheryl Sandberg la COO di Facebook, che mi ha aiutato a preparare il mio speech per Whats Next Talk, la conferenza dedicata alle donne e tecnologia che ho co-organizzato e alla quale ho partecipato come speaker qualche settimana fa. E’ un libro fantastico che spiega come le donne dovrebbero essere le prime a chiedere ed ottenere le risposte corrette, che le porti a essere responsabili delle proprie carriere professionali.  Sapevi che il mio è praticamente uno degli unici libri scritti da una donna sul growth hacking? 

Se fai una ricerca non ne troverai molti altri. E non parlo solo dell’italia, ma anche del Regno Unito o degli USA. Sono sicura che come ci sono tante altre bravissime donne che lavorano nel growth hacking e nel marketing per startup, ma che purtroppo non si espongono, rimanendo in seconda linea. Quello della tecnologia è un settore dove le donne contano solo per il 26%: meno del 30% sono quelle cha lavorano nei giganti tech come Google.

E questa è una situazione che deve cambiare visto che le opportunità lavorative del futuro sono nella tecnologia. Mi auguro che anche il mio libro aiuti a capire che il growth hacking non è solo un mestieree per chi ha la barba, anzi.

Nel tuo settore professionale, quanto senti (se la senti) la differenza tra professionisti uomini e professionisti… donne?

Credo che la differenza tra uomini e donne ci sia in qualsiasi professione, tuttavia entrambi sono importanti per dare vita a un progetto vincente. Sono molti gli studi, fra gli altri anche McKinsey, ad affermare che un team “diverse” è maggiormente vincente: i ritorni finanziari sono maggiori della media fino al 35%. Ovviamente, ci devono essere competenze ed esperienza in entrambi, altrimenti ciò non ha valenza.

Ci sono moltissimi comportamenti subconsci, chiamati uncoscious bias, che spingono gli uomini a prediligere loro simili all’interno delle organizzazioni, senza capire che un team differenziato può garantire molti più vantaggi. Anche per questi motivi, solo il 4% degli investitori sono di sesso femminile e solo il 7% degli investimenti vanno a startup dove i CEO sono donne. Tutto ciò aiuta a rendere il mondo tech e dell’innovazione ancora prevalentemente maschile, facendolo erroneamente percepire come non adatto a noi donne, senza nessun motivo reale.

Quale sarebbe ill film che porteresti sulla famosa isola deserta per rivederlo ancora e ancora? ( ovviamente sull’isola c’è anche una TV e un lettore dvd, minimo!)

Posso portarne due? Uno è Into the Wild, un film che si basa sull’iniziativa personale come avventura ma che si nutre di continue relazioni con sconosciuti che il protagonista trova lungo il percorso. E l’altro è The Hidden Figures (Il diritto di contare in italiano), che racconta la storia di tre donne nere che hanno lavorato alla NASA negli anni ’50 e delle difficoltà che hanno incontrato, nonostante il loro approccio e le loro competenze. Forse, però, in un’isola deserta mi porterei anche Oceania, l’ultimo film della Disney, per spingermi a non perdere la fiducia in me stessa, davanti a nessuna difficoltà.

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